Sempre più spesso mi viene posta la seguente domanda:

Dopo aver frequentato i vostri corsi di modellazione e rendering ho finalmente iniziato a ricevere delle richieste per l’elaborazione di immagini foto realistiche per miei clienti o per studi professionali esterni e non ho idea di quanto far pagare il servizio che mi viene chiesto, puoi darmi qualche suggerimento?

La risposta è che ad oggi non esiste un tariffario regolamentato per questa tipologia di lavori e quindi spesso e volentieri, specie per chi è alle prime armi, si tende a brancolare nel buio.

Un’altra frase che sovente mi capita di sentire da colleghi architetti è: spero che il prezzo che mi farai non sarà troppo caro perché i clienti non pagano questo tipo di servizio e quindi per me è un costo in più da affrontare.

Parto da un presupposto che, da diversi anni, ho sempre posto dinnanzi ad ogni inizio di preventivo: lo strumento del render, ormai, non è qualcosa in più da presentare al cliente, un orpello al lavoro di progettazione che stiamo facendo ma è l’unico strumento che in modo inequivocabile consente, a noi tecnici, di far capire al nostro committente che idea progettuale gli stiamo proponendo; una immagine 3D foto realistica, un video di animazione 3D “parla” più di qualunque elaborato tecnico come piante, prospetti e sezioni e quindi è uno strumento di “vendita” del nostro lavoro indispensabile che non si può più computare a parte ma deve essere totalmente integrato all’interno del preventivo dei servizi di progettazione che decideremo di offrire a chi si rivolgerà a noi progettisti.

Nel caso in cui una ditta o un collega/studio professionale ci dovesse consultare esclusivamente come meri esecutori per la realizzazione di elaborati di rendering allora, in mancanza, come dicevo e di un tariffario regolamentato, suggerisco di procedere in questo modo:

  1. È necessario elaborare il modello 3D da cui poi procedere per la creazione dei render?
  2. Quanti render dello stesso ambiente dobbiamo produrre?
  3. Quanti render di ambienti differenti sono richiesti?
  4. Sono render in cui è necessario effettuare uno studio illuminotecnico scientifico o basta creare una bella immagine che faccia capire al cliente le nostre scelte progettuali (sia architettoniche che in termini di arredamento)?
  5. Ci sono anche dei rendering di esterni?
  6. Nel caso di immagini di esterni è necessario effettuare un foto inserimento?
  7. Sono richieste aniamazioni 3D interne ed esterne?

Queste sono le macro domande da porre e che possono farci arrivare prima possibile alla redazione di un preventivo. Pertanto il suggerimento è quello di lavorare “a corpo” dando un valore congruo ad ogni voce da realizzare. Chiaramente se dello stesso ambiente (già illuminato e texturizzato) dobbiamo fare più “viste” per la prima chiederemo una cifra mentre per le altre certamente molto meno.

Consiglio: non fate mai preventivi “volanti”, io non lo faccio mai e alla domanda dei colleghi: “per un lavoro di modellazione 3D e rendering quanto prendi?”, rispondo sempre: “puoi inviarmi il file 2D o 3D di partenza in modo tale che mi faccio una idea?”. Questo perchè ogni lavoro è diverso dall’altro e quindi preferisco sempre analizzarlo “a freddo”, con calma e davanti al mio pc.

Consiglio n.2: non fate mai preventivi davanti al cliente! Sono situazioni molto imbarazzanti e la tendenza è sempre quella di chiedere meno rispetto a quello che si dovrebbe/vorrebbe chiedere; lavorare pentendosi del preventivo fatto è una delle situazioni più frustanti che ci possano essere. Anche in questi casi, facciamoci inviare il progetto di partenza e (qualora ci fossero) i file disponibili, analizziamoli e poi anche tramite un messaggio inviamo in modo “freddo” il nostro preventivo.

Consiglio n.3: se il nostro cliente è un amico/parente suggerisco di essere ancora più chiari fin dall’inizio. Io di solito mi pongo in questo modo: “vuoi che ti faccio il lavoro da amico? Sicuramente lo farò ma con i miei tempi e solo in coda a quelli che già ho e per cui vengo pagato; vuoi che ti tratto da professionista? Sicuramente ti farò un prezzo agevolato, ci mancherebbe, ma sarò il tuo tecnico e tu come tale dovrai trattarmi”. Molto spesso questo discorso non viene compreso, allora in quel caso forse è meglio rifiutare il lavoro.

Il suggerimento è sempre quello di mettere tutto per iscritto, chiedere un acconto del 30% sulla cifra finale pattuita, lavorare sempre con bozze a bassa risoluzione e a consegna del lavoro, contestualmente, richiedere il saldo della quota restante.

Arch. Gianluca Porrello